LA RISCOPERTA DEL SUBBUTEO

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Posted by Guerrino Bernardis Guerrino Bernardis
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Vintage? Un po’ si, ma… anche no. Certo, al solo nominarlo, per i ragazzi d’un tempo potrebbe scappare la lacrimuccia, ma oggi è nuovamente vivo e vegeto, anzi, rinvigorito. Di chi parliamo, ma del “Subbuteo”, quello strano marchio, dal suono borbottante se l’accento era sulla “u”, imparato a conoscere sul finire degli anni ’60. Quei giocatorini in miniatura, montati sulla mezza sfera, da mandare avanti - come citava lo slogan -  “in punta di dito” per colpire il pallone che, in proporzione ai calciatori, era davvero gigantesco…
Basta con i ricordi: se il nome è restato per praticità, ora si dovrebbe chiamare “calcio da tavolo” e, in occasione delle iniziative per il Centenario della Triestina, ha avuto il palcoscenico del “Salone degli Incanti” per riproporsi al pubblico.
Per saperne di più, siamo andati a casa di chi lo pratica e vuole rilanciarlo definitivamente, la “Triestina Subbuteo”.
Ce ne parla Sandro Ceppi, il responsabile della squadra: “La nostra squadra è una sezione dell’ASD Cral Trieste Trasporti ed è stato il suo presidente Guido Giorio ad offrirci la possibilità di allestire i tavoli nella sede di via Pagano 7, dove siamo ormai da cinque anni, una sede ideale, dove, oltre ad un parco per i più piccini, trovano posto un campo da basket ed uno da calcio a sei.”
Ma com’è nata la squadra di calcio da tavolo? “Personalmente – prosegue Ceppi – avevo militato per tre anni nella squadra di Gorizia, quindi avevo già parecchi contatti. Assieme a Dario Bilucaglia, il mio vice, abbiamo selezionato i sedici giocatori, diciamo, titolari che formano la squadra agonistica. Ci siamo iscritti alla Federazione Italiana Calcio Tavolo e parteciperemo, per la prima volta, al campionato di Serie D, girone Nord, formato da dieci squadre.”
Va precisato che il campionato non ha lo svolgimento classico, con tante giornate in cui le squadre si incontrano: Il titolo si decide, per le Serie A, B e C, in due giornate di gare (andata e ritorno) che, quest’anno si terranno a San Benedetto del Tronto, mentre la Serie D è concentrata il 30 e 31 marzo a Cormons: “Siamo fortunati – dice Ceppi – perché il nostro primo campionato lo giochiamo vicino a casa. Dovete pensare che le spese di trasferta comunque sono tante e, come forse immaginerete, di sponsor non ce ne sono certo in abbondanza. Per dire, a Cormons arriveranno formazioni da Aosta, Bergamo, Brescia, Treviso, dal Monferrato, da Trento da Venezia oltre a Gorizia e noi”.
Ma la squadra agonistica?: “E’ nata un po’ per caso – racconta Ceppi – nel 2017, in Giardino Pubblico nella sede dell’Arac, dove tre persone passavano il tempo giocando: poi, il fortunato contatto con il presidente Giorio, la sede… insomma un anno di gavetta e di allenamenti.”
Non solo il campionato, ma anche l’attività per ampliare il numero di partecipanti, soprattutto dei più giovani: “Al sud è diventata attività aggregante – sottolinea Ceppi – costa molto meno della playstation. A Trieste, come ci viene riconosciuto nel Nord Italia, ci diamo molto da fare per i giovani e cercheremo di portare il gioco anche nelle scuole. Abbiamo fatto una dimostrazione nella sede del Sant’Andrea – lo porteremo volentieri anche in altre società che vorranno ospitarci – e sono stati una ventina i ragazzini che hanno voluto affiliarsi…”.
Parliamo di costi e materiali: “Per provare – dice Ceppi – basta venire da noi in sede. Poi, si potrà comperare una squadra, una quindicina di euro, e per iniziare è tutto. Certo, poi si può migliorare l’attrezzatura, ma è lo step successivo.”
In effetti, per chi ci ha giocato tanti anni fa, i materiali sono un po’ diversi. Prima differenza, sotto la miniatura, non più la mezza sfera ma una base più diritta: “Non permettono più i “giri” – dice Ceppi – ma scorrono di più, anche perchè adesso ci sono un liquido ed un panno fatti a posta per “lucidare” le superfici delle basi che, così, filano alla perfezione sui nuovi panni sintetici su cui si gioca. Per i giocatori più “consumati” l’attrezzatura prevede la valigetta su misura per riporre le squadre – da due a quattro o più – la sagoma per verificare le misure standard di tutti gli elementi del gioco, dai giocatori, al pallone, ai portieri. Naturalmente, c’è anche la personalizzazione delle squadre con i cosidetti “decals” (ci sono siti internet specializzati per trovare queste sagome da applicare con pazienza certosina alle miniature) ma molti “virtuosi” continuano a personalizzare i calciatori con pennellino e vernici da modellismo.”
Prossimo appuntamento a Trieste? “Dopo i campionati a Cormons – ricorda Ceppi – il 5 maggio al Centro Commerciale Montedoro si svolgerà la quinta ed ultima tappa del Circuito Triveneto, serie di incontri appunta interregionali con un punteggio complessivo: organizzeremo l’evento e le premiazioni che, contiamo, possano avere un buon pubblico per far conoscere la nostra attività che, ricordiamo, tutti possono provare: basta venire in sede in via Pagano, 7 (a fianco di via Costalunga) ogni venerdì dalle 20 in poi e saremo lieti di accogliere tutti e far provare il nostro calcio da tavolo.”
Quel che magari non si immagina e che, magari, per provare ti puoi trovare a giocare con un campione del mondo della specialità: già, perché nella Triestina Subbuteo milita Eric Benvenuto che nel 1998 vinse il titolo iridato a squadre: “Facevo parte dei cinque della Nazionale – racconta – che, dopo aver conquistato il bronzo ai mondiali di Atene, nel ’98 battemmo la Grecia ai campionati disputati in Belgio, a Namour. Superammo le rappresentative di Francia, Austria, Germania e Portogallo prima di imporci nella finalissima ai greci per 2-0.” La passione si è fatta risentire? “Beh, si – dice Eric – ho ripreso ad allenarmi e giocare e mi auguro di poter contribuire a far salire di categoria la nostra Triestina: spero che in due anni si passi in C: poi, però, sarà ben più dura salire ancora…” Ovviamente, ci sono regole e arbitri…:”Assolutamente si – ricorda il campione del mondo – come nel calcio, ci sono falli, rigori, rimesse laterali: ad arbitrare, poi, sono gli stessi giocatori che partecipano al torneo. E adesso, non manca nemmeno il “v.a.r.”, visto che tutti riprendono con i cellulari e magari i giocatori si fermano per chiedere agli spettatori di rivedere qualche azione contestata…”